Non so se è maggiore il senso di nausea che provo quando apprendo certe notizie o se è maggiore l’ignoranza, la remissione, l’incompetenza e lo zerbinaggio di noi aquilani. In poche parole? Per la prima volta in 21 anni mi veregogno d’essere aquilano.
Avrei voluto scrivere questo articolo l’indomani della manifestazione cittadina del 27 giugno, disertata da circa 67.000 persone, all’indomani della manifestazione che invece di unire ha separato ulteriormente la nostra città, ma ho resistito perchè ero preoccupato per ciò che sarebbe potuto uscire dalla mia penna.
E ieri, mentre c’è una cittadina ormai sonnecchiante che non riesce neanche a svegliarsi dall’incubo, mentre le istituziuoni danzano nel walzer del caos, mentre siamo assediati da militari di tutto il mondo, mentre non possiamo neanche andare a trovare i nostri cari senza essere perquisiti come terroristi, mentre dobbiamo fare la fila ed avere il tesserino anche per pisciare, mentre 30.000 persone sono sulla costa ignare di quello che sta succedendo nel salone da pranzo della loro città, mentre siamo troppo pigri per avere un’opinione, mentre siamo troppo stronzi per capire che ci stanno uccidendo pian piano, la COOP CENTRO ITALIA HA ANNUNCIATO CHE LASCERà IL TERRITORIO AQUILANO, CHIUDENDO I TRE PUNTI VENDITA DI PETTINO, CAMPO DI PILE E TORRIONE, LICENZIANDO COSì 90 FAMIGLIE.
Ma tanto che vuoi che sia per noi aquilani…già me li sento i commenti:
<<Non possiamo farci niente>>, <<tanto io non lavoro alla coop>>, <<è colpa del sindaco che non è in grado di tutelarci>>
Ma si…chi se ne frega della coop, tanto abbiamo un surplus di posti di lavoro, abbiamo pane in abbondanza per i nostri figli…mica abbiamo il tasso di disocuppazione che rasenta il 10% ed è il più preoccupante del dopoguerra? mica abbiamo una cittadina dove non c’è neanche più un’azienda?
Ieri purtropp accanto a questa notizia è risuonata nelle mie orecchie anche la news sul disastro di Viareggio.
I cittadini colpiti dalla catastrofe del treno, però, a neanche 24 ore dalla tragedia hanno manifestato in massa ed hanno ottenuto la promessa o la certezza di vedere tutte le loro abitazioni ricostruite in un batter d’occhio.
Per la proima volta in 21 anni mi vergogno d’essere aquilano perchè non riesco a capire come una cittadina intera possa non comprendere la gravità dell’evento che ci ha investiti, come una cittadina possa accontentarsi di una viacard e di 16 visite del primo ministro quando non ha più una macchina e quando non ha più una città dove accogliere nessun personaggio, come una cittadina possa non combattere per non perdere un patrimonio storico immenso, come una cittadina possa baciare le fronti dei propri bambini per poi strappargli il futuro dalle mani.

Luglio 1, 2009 alle 2:11 pm |
Caro Alessio,
quanto scrivi è tristemente vero…ci dobbiamo vergognare…di noi stessi…del fatto che lasciamo scorrerci gli eventi addosso.
Da molti anni ormai, essendomi interessato alle vicende politiche italiane, ero cosciente del fatto che stessi vivendo in un paese (l’Italia) dominato dal malaffare, e nel quale la coscienza pubblica è tenuta in costante coma farmacologico da una televisione incline alla disinformazione e al cattivo gusto. Ma poco tempo fa è successo qualcosa che mi ha colpito nel profondo: mi sono visto portare via la casa…o meglio, ho inteso il piano criminale del Governo Italiano per espropriare L’Aquila agli aquilani, mentre ovviamente, nel contempo, i telegiornali asserviti alla mala politica facevano buon viso a cattivo gioco, rassicurando il più possibile la popolazione.
Il discorso, se si dovesse analizzare nel profondo, è molto molto complesso…poiché, a mio avviso, affonda le radici in un processo vecchissimo: quello della lobotomizzazione del cervello di un popolo, evidentemente, già di per sé predispostovi, visti quelli che sono gli aspetti negativi della tipica personalità “italiota”…che trovano l’assoluta apoteosi nella figura del nostro “beneamato” Presidente del Consiglio, punta della piramide, per poi estendersi a tutta la manica di squali e sciacalli ad Egli asserviti.
Come asserì Indro Montanelli, caro Alessio…massimo genio del giornalismo italiano di tutti i tempi, nonché, a parer mio, una delle figure migliori in assoluto che abbiano mai avuto origine sul suolo del nostro paese: “Berlusconi ha saputo leggere bene nella pancia degli italiani”. Li ha raggirati instaurando un vero e proprio regime silenzioso, e nonostante io non mi possa nella maniera più assoluta definire fascista (anche se non ho mai nascosto la mia inclinazione alla VERA destra liberale), inorridisco ogni volta che questa figura viene paragonata a Mussolini…un uomo, questi, dalla condotta certamente discutibile, ma da una ben precisa visione, seppur per molti folle, e, soprattutto, vantante una politica interna volta al reale benessere del paese.
Soffermandomi sulla vicenda aquilana in sé, ti posso dire che più di una volta mi sono detto: finché si trattava dell’Italia e degli italiani che venivano gabbati di continuo, di certo non avevo stimoli per giocare a fare l’eroe…del resto, erano loro…gli italiani, che se l’erano voluta e tutto sommato lo meritavano. Ma oggi le cose stanno diversamente…perché c’è in ballo la mia casa…le mie mura…la mia aria…qualcosa per la quale non ho paura di combattere…anche fisicamente se necessario. Fino a poco tempo fa credevo che certi gesti di eroismo…certe cose, fossero state possibili solo nei film, ma oggi la realtà mi sta dando un insegnamento diverso. Non lascerò che la mia casa mi venga espropriata con un raggiro, e se le vie “moderne” non dovessero bastare, beh, ti posso assicurare che dovranno passare sul mio corpo per poi poter dire: “ora i padroni di via rustici 27 siamo noi!”.
Da uomo di destra quale sono (ho trovato “asilo” politico nell’IDV perché è un partito nel quale sono confluite figure di tutte le ideologie, unite contro la casta), caro Alessio, anche se non fascista, la mia filosofia mi porta ad attribuire la colpa, quando succede un fatto del genere, non a chi commette qualcosa ai danni di qualcuno, bensì a chi PERMETTE CHE QUALCOSA DI NEGATIVO GLI VENGA INFERTO SENZA REAGIRE. Ed è proprio qui, amico mio, che il nostro pensiero s’incontra…perché quanto da me asserito in questo momento è, all’atto pratico, il senso di ciò che hai scritto: la colpa non è di un Governo disgraziato che ci sta manipolando, MA LA NOSTRA, CHE CONTINUIAMO A DARGLI FIDUCIA E A PERMETTERGLI DI SPADRONEGGIARE SU DI NOI. Se così non fosse non si spiegherebbe la caterva di voti che questi “gentili signori” hanno preso dagli aquilani alle Europee.
La vita mi ha insegnato, caro Alessio, che nessuno mi deve nulla, e se ci tengo ad una cosa me la devo prendere e tutelare da me. Così farò con casa mia, se sarà necessario…e così mi piacerebbe che ragionassero la maggioranza degli aquilani.
Non credo ai miracoli, per cui non credo affatto che gli aquilani possano fare una rivoluzione o qualcosa del genere. Ma, è pur vero che, come si suol dire, l’oceano è fatto di gocce, e io, personalmente, mi sento una coccia che non è disposta a lasciarsi portare via la casa. Non potrei mai vivere con una consapevolezza del genere per tutta la vita, perché un uomo che non fa nulla per difendere la propria casa, è un uomo privo di dignità.
Luglio 1, 2009 alle 3:11 pm |
mi sento di ringraziare a pieno e pubblicamente Franco per queste parole che danno una lettura chiara e concisa di cosa il nostro paese sta passando. Inoltre il suo commento mi lancia uno spunto di riflessione in quanto se il fatto che io e Franco siamo così lontani politicamente non ci ha impedito di provare certe emozioni e di balenare certe idee è sintomo di come qui la politica non c’entri, nonostante dall’alto ci vogliano far credere il contrario. Si tratta solo di un grande cancro che sta divorando l’Italia, l’ignoranza.
Luglio 1, 2009 alle 7:39 pm |
..che dire..quando si vedono persone che potrebbero essere i nostri genitori gettare la loro spugna imbevuta di ignoranza viene voglia anche a me di prendere soluzioni per la mia vita fregandomene della gentaglia che ci circonda e che non legge un giornale nemmeno a portarglielo.Al contrario di Guccini io non penso che la mia generazione sia preparata anzi,mi fa schifo la gente della mia età che vedo ogni giorno bivaccare nell’ignoranza o nell’opulenza..purtroppo fanno male entrambe le cose alla testa,quindi per non fare ammalare anche la mia,di testa,spero di avere,un giorno,la possibilità di andare via da questo paese.
Luglio 2, 2009 alle 10:06 am |
Lo so, scappare sembra essere la via più facile, ma bisogna rimanere per lottare e per sperare in un mondo migliore..
Luglio 1, 2009 alle 9:30 pm |
Quello che scrivete è tristemente vero, purtroppo.
Mi chiedo solo se bisognerà attendere che ognuno rischi in prima persona di vedersi portar via la casa – per dirne una – perché la smettiamo di dare il voto a questi pagliacci, o, meglio, se riusciremo ognuno a liberarci quel tanto che basta dei propri piccoli egoismi e menefreghismi quotidiani, uscendo quindi dignitosamente da questo sistema viziato in cui pare che solo le contingenze individuali riescano a far alzare le voci (ogni uomo un grido diverso, comunque) alla gente.
Mi domando se riusciremo mai, cioè, a sentirci veramente una comunità consapevole del far parte di un sistema, un sistema di vasi comunicanti, in cui se uno sconosciuto che vive a mille chilometri da te muore sotto le mura di casa sua, è affar tuo, se un altro ancora più lontano è costretto a pagare il pizzo, è affar tuo, se avvine un condono edilizio ingiustificato in una città che non è la tua, è comunqe affar tuo.
Quello che vorrei dire è che in questo momento un po’ tutti gli italiani dovrebbero sentirsi partecipi di ciò che sta accadendo a voi aquilani, non tanto per semplice empatia (che è buona ad esaurirsi come niente, così come è sorta – e le tv lo sanno), ma perchè il controllo del sistema spetta a tutti: in una democrazia ogni singolo cervello ha una responsabilità enorme, direi quasi esagerata.
E questa responsabilità, questo potere in mano nostra, si vede constantemente delegata, buttata via, ceduta a chi pensiamo possa gestirla per conto nostro, levandoci il peso. Molti di noi saranno impreparati, poco istruiti: ma per lo più, siamo pigri. Tanta filosofia politica e tanto sangue sparso perché le nazioni conquistassero la democrazia, e poi ce la si toglie con le proprie mani… Ma sì, ‘divide et impera’.
Io non sento il resto d’ Italia partecipare e indignarsi – non a nome vostro, ma ognuno a proprio nome – per ciò che vi capita, e me ne preoccupo.
Luglio 2, 2009 alle 10:05 am |
Grazie eleonora.
Luglio 10, 2009 alle 3:28 pm |
…mentre 30.000 persone sono sulla costa ignare di quello che sta succedendo…
SMETTETELA di rompere le palle alla gente che stà sulla costa.
Io ho perso la casa, mia madre e mio padre il lavoro.
Io sto qui per lavorare insieme a mia sorella a farmi il culo tutto il giorno (sabato e domenica inclusi), mentre la maggior parte degli EROI che stanno nelle tendopoli bivaccano tutto il giorno ricevendo la cassa integrazione e avendo la casa che si ripara con pochi soldi.
Ora non voglio generalizzare (come viene fatto per chi sta sulla costa), però per una buona fetta di persone è così; non ci prendiamo in giro.
Senza contare che il costo di una persona nelle tendopoli non è poi tanto inferiore (secondo molti esperti può essere anche superiore in alcuni casi) a quelli che alloggiano sulla costa.
E’ pur vero purtroppo che c’è gente che non avrebbe bisogno di una struttura convenzioneta ma ne fa uso comunque; “Che cosa ci vogliamo fare? Gli stronzi stanno da tutte le parti!”
Per quanto riguarda la protesta della coop, purtroppo io devo lavorare perchè la spesa (alla coop) non la posso pagare con le proteste!!!!
Luglio 12, 2009 alle 11:00 am |
Per quanto mi riguarda il tuo commento è la prova più lampante delle intenzioni che i potenti hanno su di noi.
Qualcuno, in un’epoca molto lontana, diceva: DIVIDERE PER COMANDARE, e non fu mai scritta frase più giusta.
Non voglio neanche entrare in merito alle tue polemiche sui costi degli sfollati perchè mi ricordano molto i conti che i nazisti facevano su anziani e malati e mi fa rabbrividire la tu frase sulla spesa alla coop:
tu devi lavorare, ma nessuno ti ha comandato il cpontrario; tu devi fare la spesa, ma nessuno ti obbliga ad andare alla coop; inoltre esistono anche proteste che non collidono con il proprio lavoro, ad esempio non vedo come una manifestazione dannegiarti, ma la verità è che alle manifestazioni fin’ora organizzate di persone provenienti dalla costa ce ne erano ben poche, ma forse non per colpa loro.
Che dire, sei il tipico esempio di aquilano medio!
Concludo spiegandoti che la frase
non voleva essere in alcun modo dispreggiativa verso i miei concittadini, ma voleva solo sottolineare una condizione palese ed ovvia di persone che vivono in una reltà che non è la loro, vivono in un sogno che finirà. Bada bene che ti parlo come persona che ha provato entrambe le esperienze in quanto per due settimane sono stato anche io ospite di un albergo a Corropoli e so come si vive tagliati fuori dall’informazione, non per volere nostro, ma per volere di chi l’informazione non la fa.
Ricordati che se oggi puoi lavorare e guadagnare qualcosa per te e la tua famiglia è perchè la notte del 6 aprile sei stato molto più fortunato di tante persone che una famiglia l’hanno persa.
Luglio 17, 2009 alle 6:16 pm |
io sono un aquilano medio… ma tu non mi sembri molto sopra la media…
Comunque usi dei termini di paragone assurdi…
Parli senza cognizione di causa, fatti fare due conti sui costi dellle tendopoli e poi parli.
2: anche se sto sulla costa sono molto più informato di te, avendo parenti residenti con me lavorano nell ambito dell informazione, al comune ecc… infine, oltre alla fortuna, opterei per l’oculatezza cn il quale abbiamo scelto luogo e modalità di costruzione della mia abitazione…
Luglio 17, 2009 alle 6:26 pm |
tu parli sull utopia… la verità è che in questo momento le difficoltà ce l’hanno tutti… (come vedi io non ho bisogno di frasi a limite dell offensivo).
Ho la possibilità (data a me come a tutti gli aquilani$) di avere un tetto sopra la testa. Sono molto più informato di te, fidati…
Solo abbiamo due idee politiche diverse.
Sui costi delle tendopoli… informati quanto è costato allestirle… Sull’essere stato fortunato:
è vero lo sono stato, ma non mi può essere fatta una colpa… come traspare dalla tua frase.
Dobbiamo essere realisti, purtroppo
Luglio 18, 2009 alle 1:33 pm |
Errori di ortografia e sintassi a parte…tu continui a ragionare e discutere di cose che io non voglio neanche trattare…
come puoi in questo momento parlare del costo di una persona?
Forse non hai neanche notato che non ti ho risposto su queste argomentazioni grottesche non perchè non sono informato o perchè, come dici tu, parlo senza cognizione di causa, ma perchè, ti ripeto, mi fa rabbrividire il solo pensiero che, in questo momento, si possano dare dei prezzi a delle vite.
In ogni modo vedo con piacere che continui ad offendermi ed ad usare l’arma dell’arroganza:
se tu hai avuto la fortuna di poter abitare in una casa costruita da te, non tutte le 70,000 persone del comprensorio hanno potuto permetterselo, quindi non capisco dove vuoi arrivare con i tuoi discorsi: è forse colpa degli inquilini se le case sono cascate? è forsa colpa degli studenti della casa dello studente se la struttura non ha retto al sisma?!
Grottesco mi sembra anche il tentativo di convicermi delle tue idee sfoderando presunti parenti nell’ambito dell’informazione, che poi…non mi risulta che chi lavora al comune abbia il tesserino di giornalista?!
Concludo spiegandoti che la reale possibilità di migrare nelle strutture alberghiere non è mai stata data a tutte le persone perchè sarebbe stato inverosimile trovare sistemazione per 70.000 persone, perciò ciò che tu dici mi sembra più uno spot propagandistico che altro e, per farti un esempio concreto:
quando io ho chiesto ospitalità ad un hotel di Corropoli, il Baffo Rosso, mi è stato risposto che l’Hotel popteva accogliermi solo per una settimana! ed io avevo chiesto ospitalità, non perchè volevo scappare dalle tendopoli, ma perchè l’Ateneo aveva spostato il mio Dipartimento a Corropoli e volevo semplicemente evitare di frae la spola da L’Aquila per i 2 mesi in cui avevo lezione.
Ad ogni buon modo ti saluto perchè tutte queste chiacchiere mi sembrano ancora più inutili e pericolose delle tue illazioni. Il tempo darà ragione.