Confessioni di un “tecnico” pericoloso

Ottobre 18, 2009

Alessio Bucaioni per quasiquasi.it.

QQ: Come spiega il fatto che quando si parla di Giampoalo Giuliani si precisa sempre la sua qualifica di “tecnico” mentre quando si parla di suoi colleghi, magari d’oltreoceano, si usano termini come “ricercatore” o “studioso”? L’aggettivo tecnico è meno dignitoso?

GG: Un tecnico non può fare le scoperte!

QQ: Quindi c’è una lobby?

GG: Bè…in Italia, in ambito scientifico, c’è un ostracismo vergognoso da parte di tutte quelle persone che detengono il potere e che impediscono a “tecnici” come me di poter lavorare ad una ricerca ed avere il giusto riconoscimento. Se andiamo a vedere la classifica dei premi Nobel scopriamo che questi sono stati ottenuti in numero maggiore da tecnici che non da ricercatori o studiosi. Questo è un messaggio che io voglio lanciare perchè l’etichetta di “laureato” non dice nulla di più se alle spalle non ci sono sacrifici e volontà, bensi raccomandazioni e spintarelle. Come possiamo sperare di salvare vite umane e di progredire come società se poi certe responsabilità e certe cariche vengono assegnate alle persone sbagliate?

QQ: La Commissione Grandi Rischi è stata indagata per omicidio colposo plurimo per aver tranquillizato la popolazione pochi giorni prima dal sisma. Lei, i primi giorni d’aprile, è stato denunciato per procurato allarme in seguito ad un suo presunto avvertimento per un terremoto nelle località sulmonesi. E’ uno scherzo del destino?

GG: La domanda da porsi in questo caso è: ”Se i terremoti non si possono prevedere, come fanno, loro, a dire che non si verificheranno?”

QQ: A questo punto pensa che dietro le rassicurazioni della Commissione si possano celare altri progetti?

GG: Io so che a quella commissione si presentò Antonio Moretti, geofisico dell’Università dell’Aquila. Ad Antonio, nonostante tutte le sue credenziali, furono chiuse le porte in faccia. Qualcuno dei membri, quella sera, disse chiaramente che doveva essermi vietato l’ingresso, salvo poi rilasciare commenti a fine lavori del tipo: “

QQ: Cosa pensa delle voci che vogliono mistificati i dati sulla magnitudo del 6 aprile riportati dall’INGV ovvero della riduzione da 6.3 a 5.8?

GG: Il professor Enzo Boschi ha dichiarato, in risposta agli americani che mettevano in dubbio il grado sismico dell’evento, che i tecnici italiani sono i migliori del mondo sotto il punto di vista dell’esperienza e della preparazione. Tuttavia il 6.3 contestato dall’INGV è stato registrato anche dalla Svezia, dal Giappone e dalla Spagna, solo per citarne alcuni. Quando quelli dell’INGV si sono ritrovati soli a dover portare avanti questa farsa hanno spiegato che il 5.8 è il valore registrato dai rilevatori del distretto aquilano. Dato che anche nel Bengala sanno che per registrare la magnitudo effettiva non si prendono mai in considerazione i sismografi della zona epicentrale, che vanno in saturazione, ma quelli lontani almeno 100km, come mai i tecnici più preparati del globo hanno commesso questa madornale svista? Forse perchè non si tratta di un errore, ma di un falso(continua su http://quasiquasi.it/notizie/news.php?idnews=1218 )


Non sono razzista, ma…

Settembre 21, 2009

L’articolo è stato scritto dal sottoscritto per la testata on-line quasiquasi.it. Il pezzo completo è reperibile all’indirizzo: http://quasiquasi.it/notizie/news.php?idnews=1212

Erano i primi giorni di settembre quando, causa una visita ad un amico residente in Paganica, mi trovai ad assistere ad una riunione che vedeva coinvolti alcuni funzionari del COM5 e cittadini del campo3. Il dibattito era stato indetto perché nella notte precedente un cantiere, evidentemente troppo vicino alle tende, aveva reso impossibile il sonno di tutta la popolazione che, ribellatasi, chiedeva l’intervento del COM. Nella riunione si venne a sapere che il cantiere era stato aperto per costruire una scuola e che la soluzione trovata consisteva nella sospensione dei lavori tra le ore 24.00 e le ore 6.00. Tuttavia veniva data un’alternativa a tutte quelle persone che mal sopportavano l’idea di doversi accollare tanto frastuono nelle restanti ore diurne cioè “il trasloco” dalla loro tendopoli ad un’altra, il campo5. A tale proposta le facce fino ad allora serene si incupirono d’un tratto e mugugni d’ogni genere sovrastarono la voce del Capitano mandato dal COM. Sorpreso da tale reazione chiesi al mio amico il perché di tanta disapprovazione per una scelta che, a mio avviso, era molto sensata. La risposta, dai toni molto sobri ed attenti, lasciò intendere che il motivo di tanto disaccordo era strettamente legato alla popolazione del suddetto campo, per la stragrande maggioranza extracomunitaria. Incuriosito incominciai ad indagare per sapere di più in merito ad una situazione che quanto meno odorava di ghettizzazione. Venni a sapere che a Paganica sono presenti 4 tendopoli, numerate da 2 a 5. E qui la prima stranezza. In effetti l’eccentrica numerazione cela uno scabroso dettaglio. Il campo5 è stato l’ultimo allestito e deve la sua nascita allo smantellamento del “padre” dei campi di Paganica, il campo1. Quando questo è stato chiuso la popolazione ospitata è stata ovviamente dirottata verso gli altri due, ma, contemporaneamente a tale spostamento, avveniva anche la creazione della tendopoli5- ad oggi molte delle tende rimangono vuote- . In uno scenario che già nei primi giorni di giugno mirava ad un restringimento delle tendopoli, come può trovare ragione di nascere il campo5 di Paganica? Le testimonianze dei paganichesi sembravano guardare positivamente questa “casuale” divisione che si era andata a creare. Anzi, alcuni paesani sostenevano che loro- gli extracomunitari- se la passavano meglio, ospitati in quel campo all’ ”ultimo grido” e con ogni genere di “comfort”. C’era addirittura chi denunciava una maggiore attenzione da parte della Protezione Civile nei loro confronti, attenzione tesa a non far sollevare nessuna lamentela strumentalizzabile dalla stampa. Decisi allora di recarmi al campo5 e di parlare con il capo campo per capire in dettaglio la situazione…[continua all'indirizzo  http://quasiquasi.it/notizie/news.php?idnews=1212 ]


Giampaolo Giuliani:”Il terremoto è finito. Presto un libro verità”

Agosto 4, 2009

Lunedi 27 luglio. Paganica. Ore 21:30 circa.Spettacolo di Enzo Iacchetti.

Mentre mi aggiravo tra centinaia di faccie divertite e commosse, mentre cercavo di scorgere un’espressione singolare da fotografare, una voce ha colpito la mia attenzione. Era una  voce profonda, non familiare, ma comunque molto spesso udita, che mi spingeva a cercare il volto corrispondente a quel suono. Ed ecco che, dopo poschi secondi di ricerca, finalmente trovo il propiretario di quella singolare voce: Giampaolo Giuliani.

Decido per un intervista. Così, a fine spettcolo, mentre il Giuliani cercava di sgattaiolare tra la folla ed adempiere ai doveri di papà, provando a conquistare un autografo dello showman, irrompo sul suo cammino armato di block-notes e biro.

La sua disponibilità ad una mini intervista è stata fulminea e totale così, tralasciati i convenevoli, si è passati subito alle domande.

QuelloCheNonDicono: Giampaolo, queli sono le previsioni delle sue stazioni per l’imminente futuro?

G.Giuliani
:   (guarda l’orologio) Questa notte dovrebbe fare una scossetta, piccola. Sta calmando. Il terremoto è  praticamente finito, a parte qualche scossetta. Il radon è sceso ai livelli normali, tuttavia ogni   tanto potremmo essere allietati da qualche movimento un pò più forte, sul terzo grado.


QuelloCheNonDicono
:  Come procede la sua ricerca?A chi le chiedeva delle pubblicazioni scientifiche su cui basare la   sua tesi?

G.Giuliani
:  Ci sono varie pubblicazioni scientifiche a cui stiamo lavorando. Una dovrebbe già essere stata  presentata negli Stai Uniti, mentre un’ulteriore sta per essere ultimata e rilasciata in Russia.
Il libro esce il 30 agosto, mi raccomando compratelo tutti!!!


QuelloCheNonDicono
:  Mi scusi, ma il titolo…?

G.Giuliani:   Ma, se non lo cambiamo prima è, questa è un anteprima che ti do!, “L’Aquila 2009. La verità”.

QuelloCheNonDicono:    Cosa risponde a chi le dice che il suo test è inaffidabile?

G.Giuliani:    Bè, io non devo rispondere perchè il test fù fatto e gestito dall’allora Onorevole Gianferretti e chi   decise quali dovessero essere le risposte che il test doveva rilasciare fu il professore Enzo Boschi.   Boschi aveva stabilito che il test doveva prodursi in almeno tre allarmi segnalati dal rivelatore   associati a tre eventi sismici nell’arco di 24 ore e nel raggio d’azione degli strumenti. Dal 20  dicembre 2003 all’8 gennaio 2004 sono stati lanciati 12 allarmi nelle 24 ore e nel raggio d’azione.

QuelloCheNonDicono
:    Il recupero dei rilevatori come procede? Ha recuperato anche quello nella scuola De Amicis?

G.Giuliani
:   La stazione di Coppito è funzionante; abbiamo ricalibrato la stazione del Gran Sasso; queste due sono   funzionanti anche on-line. Il rilevatore nella scuola De Amicis è stato recuperato e ubicato nei  pressi di Magliano dei Marsi. Abbiamo inoltre ripristinato gli strumenti di Ripa Fagnano. Al più  presto provvederemo a mettere on line tutti i rilevatori così da poter triangolare ed individuare in   maniera ottimale eventuali movimenti.

QuelloCheNonDicono:    Nel caso in cui i suoi strumenti registrino dei movimenti molto forti e pericolosi, al di opra del  quinto grado, come pensa di comportarsi? Allerterà la popolazione?

G.Giuliani
:  Allora, l’idea è di fare in modo che la popolazione venga avvisata sia attraverso i canali ufficiali             sia attraverso la rete internet perchè è nostro intendimento mettere on-line un sistema di  previsione, così come avviene per la metereologia, su una scala del tipo:
allerta1    situazione di calma sismogenetica
allerta2    allarme strumentale
allerta3    evento sismico osservabile dalla popolazione
allerta4    forte terremoto
allerta5    terremoto disastroso


QuelloCheNonDicono
: ok..l’ultimo non lo scriviamo!!!

G.Giuliani
:  allerta5…cambia città!!!


SINDACI SENZA FASCIA

Luglio 24, 2009

La protesta che il sindaco Cialente ha annunciato nei gironi scorsi è divenuta ormai di dominio pubblico ed occhio d’un ciclone mediatico e non, che coinvolge anche noi, poveri aquilani senza casa!

La notizia, quella vera, è che, ad oggi, c’è tra noi poveri aquilani senza casa, chi ancora ed inspiegabilmente non riesce ad aprire gli occhi e  guardare oltre il proprio naso.

E’ vero, il nostro caro sindaco non è certo un mostro di fermezza, non è certo un leader carismatico come Obama, ma ciò, a mio avviso, non può e non deve pregiudicare ciò che di giusto, ed oserei dire ovvio, dice e proclama.

La questione tasse è altresì molto semplice:

il governo, gloriosamente rappresentato da sua Eccellenza Cavalier Silvio Berlusconi, nei giorni immediatamente seguenti al sisma, ci aveva assicurato una Terra Promessa, una nuova città da cui poter ripartire. Le cose poi, pian piano, sono viscidamente e subdolamente cambiate, fino a questa legge che oserei definire la più UMILIANTE, BRUTALE, OFFENSIVA, DENIGRANTE della storia della Repubblica Italiana. In pratica essa ci obbliga, a partire da gennaio 2010, alla riconsegna di tutte le imposte non versate in questi mesi, in un arco di tempo massimo di 24 mesi e per un importo complessivo pari al 100% dei mancati versamenti. Ma la beffa, la truffa, l’umiliazione non finisce qui. L’importo che la popolazione dovrà restituire sarà pari a circa un miliardo e mezzo di euro; di questi, settecento milioni saranno riconsegnati solo nel 2010; qualcuno di voi vuole per caso sapere quanti fondi il governo ha previsto di stanziare per la ricostruzione di L’Aquila per l’anno 2010-2011???

Esattamente 700 milioni di euro!

Piove, Governo Ladro! No, le cose non vanno proprio così, il nostro caro sindaco non è un piagnucolone Cucciolo, che non perde occasione  per fare propaganda, ma semplicemente una persona, forse un po’ più erudita della media, che non ha intenzione di piegarsi  a leccare le scarpe del padrone. In aggiunta, se questo povero popolo aquilano senza casa si fermasse almeno 5 minuti al giorno a ragionare  capirebbe che tale scelta, ad un sindaco di sinistra, potrebbe costare anche la credibilità tra il proprio elettorato,  in quanto la legge su detta andrà a colpire non medici, avvocati, grandi fabbriche od impiegati, ma quei piccoli e medi commercianti, artigiani, imprenditori che da sempre sono stati il fiore all’occhiello dell’elettorato pro-Silvio.

Quello che di sconvolgente è accaduto è che Cialente ha avuto un consenso unanime da tutti i sindaci del cratere, senza nessuna distinzione ne politica ne partitica,  ma dal popolo, che sta difendendo, arrivano solo sputi ed insulti!

Concludo dicendo che sicuramente Cialente di sbagli ne ha fatti e ne continuerà a fare, ma non capisco come si possa pensare altrimenti, visto che se la situazione è difficile per noi, semplici cittadini, non penso sia migliore per lui. Inoltre, non capisco neanche tutto questo accanimento verso un politico che sbaglia, visto che siamo governati da chi con gaffe e figuracce ha vinto una campagna elettorale! Infine non capisco neanche chi, come vera azione di protesta, chiede le dimissioni del primo cittadino: vi piacerebbe che si facesse da parte per poter aggiungere un altro trono al regno di Arcore e magari poi chiederete anche le dimissioni della presidente della provincia,  la signora Pezzopane:

se L’Aquila è in questo stato cadaverico la colpa, in gran parte, è dei dieci anni d’amministrazione Tempesta.

Per ora al sindaco vanno i miei complimenti per come ha gestito le proteste durante il G8 e per quanto coerente ed onesto sia stato nei confronti del Presidente della Repubblica e del Presidente del Consiglio, non cogliendo quella vetrina internazionale per far trapelare le verità sul terremoto, al cpntrario di qualcuno che ancora ed irrimediabilmente continua a macchiare l’onore dei nostri defunti.


06luglio2009

Luglio 10, 2009

Forse le parole non sarebbero bastate…

Dura solo pochi minuti, quindi non abbiate fretta. Buona visione.


IL GOVERNO CI UCCIDE

Luglio 2, 2009

Ecco il colpo di grazia, il gancio sul muso, il dito nella piaga che il governo gira e rigira nelle nostre membra.

Con una decisione incomprensibile nella forma, iniqua nella sostanza e incresciosa nella valenza, si stabilisce a norma di legge che i residenti nei Comuni colpiti dal sisma del 6 aprile, attualmente, come in casi analoghi, esonerati dal pagamento di tasse e tributi previdenziali, dovranno restituire quanto finora non corrisposto all’erario in ragione dell’emergenza già a partire dal mese di gennaio 2010, per il 100 per cento della somma e nell’arco di 24 mesi.

Questo è  parte del commento che il sindaco di L’Aquila Massimo Cialente scrive al capoluogo.com.

In questa situazione è difficile trovare delle parole, che non siano d’offesa, per chi sta giocando, da ormai tre mesi, con le nostre vite. In questa situazione è difficile trovare delle parole, che non siano d’offesa, per tutti quei cittadini che si sono dimenticati di avere una casa, una storia,  un cuore, una dignità, una città da difendere. In questa situazione è difficile trovare delle parole, che non siano d’offesa, per chi ha speculato, specula e speculerà sui nostri morti, per chi ha liberato la propria coscenza da flebili rimorsi inviando un sms, comprando una maglietta, inviando soldi, non capendo che ciò che è accaduto il 6 aprile non ha precedenti, che non basteranno pochi spiccioli per ricostruire il tessuto economico e sociale di un’intera città. In questa situazione è difficle trovare delle parole, che siano di speranza,  da rivolgere a tutti quei bambini che, guardandoti con occhi stanchi, sembrano chiederti rassicurazioni sul domani. In questa situazione è difficile trovare  parole per provare a spiegare la delusione, l’amarezza, lo sconforto,  lo scoramento che ho dentro il cuore.

Mi limiterò ad esporvi come sono andati i fatti per le precedenti emergenze(fonte ilcapoluogo.com):

  • in Umbria la restituzione è iniziata nel 2009, cioè 12 anni dopo, e sarà pari solo al 40% del totale ed in un arco di tempo di 120 mesi.
  • in Piemonte, in seguito all’alluvione, la restituzione iniziò molti anni dopo e fu pari al 10%  del totale, grazie alla stipula di un condono

OGGI MI DOMANDO CHI DI 60000 PERSONE CAPISCE LA GRVITA’ DELLA SITUAZIONE CHE STIAMO VIVENDO, CHI E’ DISPOSTO A PRENDERE IL PROPRIO CORAGGIO PER MANO E LOTTARE NON PER UN FUTURO, BENSì PER UNA SPERANZA DI FUTURO.

SVEGLIAMOCI, SVEGLIAMOCI, SVEGLIAMOCI….._MG_9591_MG_9595


COOP. MI VERGOGNO D’ESSERE AQUILANO

Luglio 1, 2009

Non so se è maggiore il senso di nausea che provo quando apprendo certe notizie o se è maggiore l’ignoranza, la remissione, l’incompetenza e lo zerbinaggio di noi aquilani. In poche parole? Per la prima volta in 21 anni mi veregogno d’essere aquilano.

Avrei voluto scrivere questo articolo l’indomani della manifestazione cittadina del 27 giugno, disertata da circa 67.000 persone, all’indomani della manifestazione che invece di unire ha separato ulteriormente la nostra città, ma ho resistito perchè ero preoccupato per ciò che sarebbe potuto uscire dalla mia penna.

E ieri, mentre c’è  una cittadina ormai sonnecchiante che non riesce neanche a svegliarsi dall’incubo, mentre le istituziuoni danzano nel walzer del caos, mentre siamo assediati da militari di tutto il mondo, mentre non possiamo neanche andare a trovare i nostri cari senza essere perquisiti come terroristi, mentre dobbiamo fare la fila ed avere il tesserino anche per pisciare, mentre 30.000 persone sono sulla costa ignare di quello che sta succedendo nel salone da pranzo della loro città, mentre siamo troppo pigri per avere un’opinione, mentre siamo troppo stronzi per capire che ci stanno uccidendo pian piano, la COOP CENTRO ITALIA HA ANNUNCIATO CHE LASCERà IL TERRITORIO AQUILANO, CHIUDENDO I TRE PUNTI VENDITA DI PETTINO, CAMPO DI PILE E TORRIONE, LICENZIANDO COSì 90 FAMIGLIE.

Ma tanto che vuoi che sia per noi aquilani…già me li sento i commenti:
<<Non possiamo farci niente>>, <<tanto io non lavoro alla coop>>, <<è colpa del sindaco che non è in grado di tutelarci>>

Ma si…chi se ne frega della coop, tanto abbiamo un surplus di posti di lavoro, abbiamo pane in abbondanza per i nostri figli…mica abbiamo il tasso di disocuppazione che rasenta il 10% ed è il più preoccupante del dopoguerra? mica abbiamo una cittadina dove non c’è neanche più un’azienda?

Ieri purtropp accanto a questa notizia è risuonata nelle mie orecchie anche la news sul disastro di Viareggio.
I cittadini colpiti dalla catastrofe del treno, però, a neanche 24 ore dalla tragedia hanno manifestato in massa ed hanno ottenuto la promessa o la certezza di vedere tutte le loro abitazioni ricostruite in un batter d’occhio.

Per la proima volta in 21 anni mi vergogno d’essere aquilano perchè non riesco a capire come una cittadina intera possa non comprendere la gravità dell’evento che ci ha investiti, come una cittadina possa accontentarsi di una viacard e di 16 visite del primo ministro quando non ha più una macchina e quando non ha più una città dove accogliere nessun personaggio, come una cittadina possa non combattere per non perdere un patrimonio storico immenso, come una cittadina possa baciare le fronti dei propri bambini per poi strappargli il futuro dalle mani.

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La democraticità del terremoto e l’insensatezza delle rassicurazioni

Giugno 23, 2009

L’epicentro del sisma si è spostato. Questa sembra essere l’unica certezza dei miliardi di ricercatori e “capiscioni” che ormai da mesi stanno sparando a zero sul terremoto. La democraticità del cataclisma si sta mostrando a pieno e dalla notte del 22 giugno anche i cugini teramani incominciano ad avere problemi d’insonnia. La paura si sta diffondendo a macchia d’olio tra le popolazioni della regione e non (l’evento delle 10:58 del 22 giugno è stato avvertito persino a Norcia). Non si accettano più sbadatagini e insicurezze nella gestione di questa piaga che sta logorando la vita di milioni di persone.

Contemporaneamente all’avanzare della sequenza, si moltiplicano le voci dei discepoli dell’ ingv che continuano a dire che è tutto normale, tutto secondo i piani.

Ma attenzione.

Quello che non dicono, nasconde un’altra verità:

loro ritengo nella norma, secondo gli studi probabilistici che espletano  ogni giorno, che dei nuovi movimenti possano verificarsi in questi mesi o anni che seguiranno; di più, loro ritengono che, secondo la teoria che gli eventi sismici tendono a clusterizzarsi, i luoghi in cui ci si debba aspettare questi nuovi movimenti siano proprio quelli più recentemente colpiti.

In tutto questo marasma sbandano anche, e soprattutto,  le amministrazioni locali:

“Non sono previste nuove verifiche nelle abitazioni dopo la scossa di magnitudo 4.5 di ieri sera che ha fatto piombare nuovamente la gente nel panico. La situazione andrebbe rivista solo se ci fosse una scossa superiore a quella già fatta. Le case che hanno retto a quella scossa, sono state controllate e non hanno problemi: è come se fossero state portate in laboratorio. Allo stato non è previsto di rifare le verifiche”. (Massimo Cialente)


Lo sciame non si placa.

Giugno 23, 2009

Impressionante nell’intensità e nel numero di repliche questa nuova sequenza sismica che sta interessando il Gran Sasso.

La prima e devastante  scossa si è avvertita intorno alle 23:00 del 22 giugno, ora locale. Da questa sono seguite ben 8 repliche tutte, tranne una, di intensità non inferiore a. 2.4. Il direttore dell’INGV, Boschi, non sembra allarmato. Per lui questi movimenti rientrerebbero all’interno del normale deflusso della sequenza sismica. Tuttavia avverte che i pericoli maggiori non sono per le strutture o per le abitazioni, ma per la psiche delle popolazioni che, stremate, potrebberoperdere il controllo.


00:38.Nuova scossa.Nuova sequenza sisimica

Giugno 22, 2009

Una nuova scossa è stata registrata dall’ingv alle ore 00:49. La magnitudo di questo ultimo evento è pari a 3.1. La faglia in questione è sempre la stessa che ha scatenato l’evento delle 10:58. Temporaneamente inacessibile il sito del capoluogo.com. C’è chi grida ad una spaventosa coincidenza con la sequenza del 6 aprile. Sarà vero? Staremo a vedere.

La scossa di magnitudo 4.5 è stata distintamente avvertita da tutta la provincia di L’Aquila alle ore 10:58 ore locali.  La scossa è stata segnalata anche da persone residenti sulla costa e in città limitrofe al confine abruzzese (Norcia). Questo perchè l’epicentro, Gran Sasso (+42.446 +13.356), cade in un punto a metà tra la cosata e l’entroterra.

Scene di panico sono state registrate nelle tendopoli aquilane. La protezione civile ha anche permesso il pernottamento in tenda, o almeno all’interno del campo, alle persone che erano rientrate, con o senza permesso, nelle proprie abitazioni.

Il tg1 ha invitato la popolazione ad abbandonare le case…(ahahahahah).